Gay & Bisex
Un pomeriggio all'improvviso 2 "il seguito"
Marciotto
25.05.2026 |
1.207 |
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"Con un'ultima serie di spinte disperate e violentissime, Salvo venne dentro di lui inondandolo, emettendo un gemito rauco e profondo mentre si contraeva completamente..."
Nel silenzio di un pomeriggio estivo e afoso in un ufficio comunale di Palermo, i colleghi Marco e Salvo rimangono soli per chiudere una pratica. La vicinanza fisica si trasforma rapidamente in un'attrazione incontrollabile. Superando i confini della loro solita amicizia, i due si lasciano andare a un rapporto sessuale travolgente, intenso e consumato con foga sopra la scrivania dell'ufficio. Dopo l'orgasmo, si ricompongono in fretta, scambiandosi un saluto complice prima di lasciarsi.Il giorno successivo e l'appuntamento
L'indomani mattina, l'aria all'interno del Comune era ancora pesante, ma tra Marco e Salvo qualcosa era cambiato per sempre. Ogni volta che i loro sguardi si incrociavano nei corridoi o durante la pausa caffè, non c'era più la solita distrazione burocratica: gli occhi erano lucidi, carichi di una complicità segreta e di sorrisi accennati che nascondevano il ricordo della carne. Quel desiderio, tutt'altro che estinto, esigeva più spazio, più tempo e zero rischi di essere scoperti.
Con la scusa ufficiale di una cena tra colleghi per festeggiare la chiusura della pratica catastale, Salvo prenotò una stanza in un B&B anonimo nei vicoli del centro storico.
Non appena la porta della camera si chiuse alle loro spalle, isolandoli dal resto del mondo, la finzione crollò. Non ci furono bisogno di parole. Salvo afferrò Marco per il colletto della camicia, scaraventandolo contro la porta e bloccandolo con il peso del proprio corpo. Il bacio che si scambiarono fu violento, un urto di denti e lingue che si cercavano con una fame raddoppiata rispetto al giorno prima. Le mani di Marco strapparono letteralmente i bottoni della camicia di Salvo, vogliose di sentire la pelle nuda e calda del collega, mentre Salvo gli affannava sul collo, lasciandogli morsi profondi sul lobo e sulla clavicola.
I vestiti caddero sul pavimento della stanza in un ammasso disordinato. Rimasti completamente nudi, la differenza e la tensione tra i due corpi divenne evidente: Marco, eccitato e già visibilmente teso, venne spinto sul letto matrimoniale. Salvo si inginocchiò tra le sue gambe, ammirando il corpo del collega prima di chinarsi per prenderlo in bocca con foga, usando la saliva per lubrificare e accendere ancora di più il piacere, mentre Marco espirava forte, affondando le dita tra le lenzuola.
L'attesa era ormai insopportabile. Salvo si posizionò sopra di lui, afferrò le gambe di Marco e le tese fin quasi alle spalle, aprendolo completamente. Senza alcuna esitazione, spinse il suo cazzo duro e pulsante dentro di lui in un colpo solo, profondo e secco.
Marco cacciò un grido animalesco, un misto di dolore iniziale e piacere assoluto, inarcando la schiena mentre il bacino di Salvo sbatteva con violenza contro i suoi glutei. Salvo non gli diede il tempo di abituarsi: iniziò a pompare con spinte selvagge, ritmiche e profonde, che facevano sussultare l'intero letto. Il rumore viscido dei loro corpi che si sbattevano l'uno contro l'altro riempiva la stanza. Salvo lo dominava dall'alto, accelerando il ritmo, affondando fino alla radice e godendo del modo in cui le pareti interne di Marco lo stringevano a ogni affondo.
"Cazzo, Salvo... più forte, spingi!" incitò Marco, ormai completamente sopraffatto dalla bramosia, muovendo il bacino incontro a ogni colpo per farsi penetrare ancora di più.
Salvo lo girò di colpo a pancia in giù, afferrandolo per i fianchi e sollevandogli il sedere. Da dietro, la penetrazione fu ancora più brutale e profonda. Le spinte diventarono frenetiche, bagnate dal sudore che colava dai loro corpi in quella stanza riscaldata dal desiderio. Salvo gli stringeva la carne dei fianchi lasciando i segni delle dita, mentre con l'altra mano si allungava sotto per stringere e masturbare il cazzo di Marco, portando entrambi al limite estremo dell'eccitazione.
L'orgasmo li travolse come una scossa elettrica. Con un'ultima serie di spinte disperate e violentissime, Salvo venne dentro di lui inondandolo, emettendo un gemito rauco e profondo mentre si contraeva completamente. Nello stesso identico istante, senza nemmeno bisogno di toccarsi, Marco spruzzò il proprio seme caldo sul lenzuolo, urlando per l'intensità del piacere che gli svuotava le viscere.
Rimasero crollati l'uno sull'altro per diversi minuti, con i petti che si alzavano e si abbassavano a ritmo affannato, uniti dal sudore e dall'odore intenso del loro sesso, consapevoli che quella stanza era diventata il loro rifugio segreto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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